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Curlotti Donatella, Indagini "hi-tech", spazio "cyber", scambi probatori tra Stati e "Internet provider service" e 'Vecchia Europa': una normativa che non c'è (ancora)

in: Diritto penale e processo : mensile di giurisprudenza, legislazione e dottrina, 2021, n. 6, p. 745-759

RIVISTEPubblicato il 09/03/2022

Nell'UE l'acquisizione di informazioni digitali dagli "Internet provider service" esteri (es.: "Facebook", "Google", "Twitter") è ancora lasciata alla prassi, a dispetto del suo crescente uso, dell'impossibilità di applicare la normativa eurounitaria in tema di scambio di prove e delle disfunzioni generate dalla mancanza di regole. Nel 2018, la Commissione europea propone un Regolamento relativo agli ordini europei di produzione e conservazione di prove elettroniche in materia penale e una Direttiva recante norme armonizzate sulla nomina di rappresentanti legali ai fini dell'acquisizione di prove nei procedimenti penali. L'iter di approvazione tuttavia è ancora in corso e si presenta lungo e tortuoso. Il lavoro, dopo aver rappresentato le esigenze tecniche e normative sottese alle proposte ed i vantaggi insiti in una disciplina "al passo" con le evoluzioni tecnologiche delle investigazioni digitali, si sofferma sui suoi profili critici e sulle difficoltà della "Vecchia Europa".

 

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