Silva Elio, Partnership alla prova tra non profit e PA

"Il Sole 24 Ore", 23 ottobre 2017, p. 10.

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"Il Sole 24 Ore", 23 ottobre 2017, p. 10.
 Rassegna Stampa Pubblicato il 28/12/2017
La riforma del terzo settore sta già producendo effetti rilevanti sull'attività degli enti, anche a prescindere dall'effettiva entrata in vigore delle norme. La ripresa di progettualità si sta manifestando tanto nella componente di volontariato, cui fanno riferimento in Italia oltre sei milioni di persone, quanto nell'impresa sociale che, alla luce della vocazione produttiva, determina gli effetti più significativi sull'occupazione e sul valore economico dei beni e servizi offerti. Ma se questo ritrovato spirito di protagonismo e questa spinta progettuale sono già percepibili nella galassia delle organizzazioni, lo stesso non si può dire per le pubbliche amministrazioni, che rischiano di diventare il convitato di pietra della riforma. Il Codice del terzo settore afferma espressamente che le amministrazioni pubbliche, nelle funzioni di programmazione e organizzazione a livello territoriale, dovranno assicurare il coinvolgimento attivo degli enti del terzo settore, attraverso forme di co-programmazione, co-progettazione e accreditamento. Il punto, però, è che le pubbliche amministrazioni sono ben più abituate a dettare le condizioni piuttosto che a sostenere partnership realmente paritetiche e questa attitudine, nel tempo, ha provocato distorsioni anche profonde nell'offerta dei servizi. Se sarà vera partnership, insomma, è ancora presto per dirlo.