Coco Silvestre, Il Management Control System quale fattore critico di successo dell'Azienda Pubblica

"Azienditalia", 2017, n. 10, p. 814-822.

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"Azienditalia", 2017, n. 10, p. 814-822.
 Articoli di riviste Pubblicato il 30/12/2017
Negli ultimi anni il Legislatore ha avvertito la continua esigenza di riformare la pubblica amministrazione anche mediante l’introduzione di strumenti di controllo tipici delle imprese private. Nonostante gli sforzi in atto, tuttavia, le performance complessive delle amministrazioni pubbliche rimangono ben lontane dalle aspettative. In un sistema caratterizzato da un pluralismo di enti che rispondono a finalità differenziate nonché dalla crescente esigenza di controllo della spesa pubblica, la revisione dei costi di mantenimento della PA non può essere perseguita esclusivamente mediante lo strumento normativo ma deve necessariamente transitare da modelli di programmazione e controllo strutturati in modo da rispondere alle rinnovate esigenze di accountability e responsiveness di un cittadino sempre più esigente. Per tale ragione, il management pubblico dovrà investire risorse finalizzate all’accrescimento della cultura gestionale. Attualmente la p.a. deve intendere per “risultato” l’impatto dell’attività amministrativa posta in essere/dei servizi erogati sul valore prodotto nei confronti della collettività e sulla crescita complessiva dell’organizzazione. Il cittadino è, certamente, un fruitore dell’attività e dei servizi offerti dalla PA, ma, è anche il primo controllore dell’operato dell’Amministrazione. Accanto, quindi, alla legittima ricerca dell’efficienza produttiva (che si pone la finalità di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche) le ulteriori parole chiave che si impongono per un definitivo superamento del precedente assetto organizzativo e gestionale (formalismo burocratico) sono efficacia ed “outcome”. Per disporre di un sistema di pianificazione e programmazione evoluto ciascun Ente interessato dovrà procedere alla definizione della propria mission, della relativa vision, nonché del sistema valoriale di riferimento e dell’orientamento strategico di fondo. Tali aspetti devono essere chiari a tutti i dipendenti e a tutti i cittadini che rappresentano i veri stakeholders dell’universo PA. Un sistema di pianificazione, programmazione e controllo di gestione sostenuto da un processo informativo attendibile ed automatizzato (ad esempio di rilevazione delle presenze, di quantificazione dell’output, di contabilizzazione dei fatti di gestione) consentiranno, medio tempore, di perseguire importanti progressi sotto l’aspetto della “maturità” manageriale e gestionale. La valutazione della performance non andrebbe ancorata esclusivamente a determinati obiettivi numerici di produzione ma andrebbe costruita in modo da influire positivamente sui comportamenti dell’intera “catena di comando” (dirigenziale e non) nonché del personale dipendente in modo da innescare un circolo virtuoso teso a consolidare i comportamenti best performer. Perché gli Enti pubblici dovrebbero dotarsi di sistemi di pianificazione strategica? La risposta, forse, andrebbe ricercata nella necessità stessa di soddisfazione dei bisogni dei cittadini che, nel processo evolutivo da utenti a stakeholder, hanno acquisito il diritto di decretare la legittimità ad esistere degli Enti pubblici. La pianificazione strategica, quindi, ha un forte e significativo legame con la programmazione poiché, una volta individuati gli obiettivi strategici gli stessi andranno trasposti, sul piano operativo, in una serie di attività tra di loro interdipendenti finalizzate ad assicurare il graduale raggiungimento degli obiettivi di missione. In assenza di un credibile sistema di pianificazione e di controllo di gestione, qualsiasi intervento normativo volto a ridurre la spesa, rischia di essere vano, se non dannoso. In altre parole, l’ammodernamento dell’Amministrazione Pubblica non può essere stimolato esclusivamente dalla produzione normativa ma si dovrà perseguire attraverso un rinnovato approccio culturale sotto l’aspetto delle competenze gestionali. Meno norma e più managerialità.

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