Ziruolo Andrea, Dalla riforma Madia al regolamento europeo sulla privacy: quali i possibili limiti alla trasparenza amministrativa?

"Azienditalia", 2018, n. 12, p. 1570-1574

Sei in REGIO

"Azienditalia", 2018, n. 12, p. 1570-1574
 Articoli di riviste Pubblicato il 30/03/2019
Nel corso dell’ultimo triennio, la nozione di trasparenza amministrativa è stata oggetto di profonde riforme da parte del Legislatore italiano. L’introduzione nel sistema giuridico italiano del concetto di FOIA, di cui all’art. 5 comma 2 del “Decreto Trasparenza”, ha ulteriormente esteso il principio di trasparenza amministrativa riconoscendo la libertà di accedere alle informazioni in possesso delle Pubbliche Amministrazioni come diritto fondamentale. Tuttavia il diritto di accesso viene mitigato dall’art.5-bis del “Decreto Trasparenza” recante “Esclusioni e limiti all’accesso civico” per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di un interesse pubblico inerente ai seguenti casi: la sicurezza pubblica e nazionale; l’ordine pubblico; la difesa e le questioni militari; le relazioni internazionali; la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello Stato; la conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento; il regolare svolgimento di attività ispettive. Il dettame normativo prosegue specificando come l’accesso civico generalizzato è altresì rifiutato se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali, della libertà e la segretezza della corrispondenza, degli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali. La prassi operativa in seguito all’introduzione del FOIA ha portato non pochi problemi interpretativi sulla valutazione dell’accoglimento o rigetto di richieste di accesso. Si suggerisce pertanto alle Amministrazioni di predisporre una modulistica idonea ben distinta a seconda delle differenti tipologie di accesso. Come precisato dalla circolare Ministeriale FOIA 2/2017, la pratica applicativa ha evidenziato la necessità di fornire alle Amministrazioni ulteriori chiarimenti operativi riguardanti il rapporto con i cittadini e la dimensione organizzativa e procedurale interna. La Circolare, pertanto specifica come l’istituto del FOIA, differentemente dal diritto di accesso procedimentale o documentale, garantisce il bene “conoscenza” in via autonoma, a prescindere dalla titolarità di un interesse qualificato e differenziato. A differenza del diritto di accesso civico “semplice”, che riguarda esclusivamente le informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria (art. 5, comma 1, del Decreto Trasparenza), il solo limite al diritto di conoscere è rappresentato dagli interessi pubblici e privati espressamente indicati (art. 5-bis del Decreto Trasparenza). Conseguentemente è inammissibile il rifiuto fondato su altre ragioni. L’unico vero limite all’accesso viene definito laddove si riscontrino richieste massive di accesso agli atti difatti, come già precisato nelle Linee guida dell’Autority “L’amministrazione è tenuta a consentire l’accesso generalizzato anche quando riguarda un numero cospicuo di documenti ed informazioni, a meno che la richiesta risulti manifestamente irragionevole, tale cioè da comportare un carico di lavoro in grado di interferire con il buon funzionamento dell’amministrazione”.

http://teca.consiglio.puglia.it/SebinaOpac/resource/azienditalia-mensile-di-amministrazione-gestione-controllo-e-organizzazione-degli-enti-locali/FOG0682638?sysb=CRP&tabDoc=tabloca