Servizi, piattaforme e openness: tre dimensioni per scoprire quanto sono digitali i Comuni italiani

 

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 Rassegna Stampa Pubblicato il 30/03/2019
Valutare la maturità digitale delle amministrazioni, e in particolare dei Comuni, è una sfida che costantemente si rinnova. Per natura e funzioni le città sono tra gli enti maggiormente coinvolti nell’erogazione di servizi pubblici al cittadino e possono agire come veri e propri motori della digitalizzazione. Ma perché abbiamo bisogno di misurare la digitalizzazione delle città (intesa non solo come livello di tecnologie applicate, ma anche come processi di cambiamento in atto)? Per conoscere prima di tutto, perché è dalla conoscenza dei fenomeni che dobbiamo partire per indirizzare le politiche e gli investimenti. Indagare la maturità digitale dei Comuni significa anche parlare di: competenze interne dei dipendenti, non solo del comparto IT, ma di tutti gli uffici chiamati a gestire ed erogare i servizi pubblici alla cittadinanza; processi interni alla macchina pubblica, che dovrebbero essere ripensati per partire dai bisogni del cittadino e sfruttare appieno le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali di maggiore qualità; condivisione e apertura dei dati promuovendo l’apertura dei dati pubblici in forme che possano effettivamente impattare positivamente su società civile e imprese; comunicazione con il cittadino, che va intercettato nei luoghi fisici e virtuali della sua vita quotidiana. Oggi abbiamo presentato un’indagine, realizzata da FPA in esclusiva per Dedagroup Public Services, che analizza questi e altri temi, concentrandosi sulla dimensione urbana della digitalizzazione, in particolare quella dei comuni capoluogo di provincia. Su 107 comuni capoluogo considerati nella ricerca, 24 hanno raggiunto un buon grado di maturità digitale, 44 appartengono alla fascia intermedia e 39 invece sono in rilevante ritardo o esclusi dal processo. Evidente il buon posizionamento dei Comuni dell’area del Nordest (9 su 23 si collocano nella fascia più elevata e solo 4 in quella più bassa) e dei Comuni con più di 240.000 abitanti (8 su 12 sono nella fascia più elevata e uno solo in quella più bassa). Visibile la distanza dei Comuni del Sud e dei Comuni di minore dimensione: buona parte delle 39 città risultate in rilevante ritardo appartengono infatti al Meridione (26 comuni) o sono piccole realtà del Centro e del Nord (altri 11 comuni). Anche se ci sono importanti eccezioni: nella fascia più elevata, importante la presenza di città meridionali come Lecce, Bari, Cagliari e Palermo e di realtà di piccola dimensione, come la già citata Verbania, Mantova e Siena. Altro dato rilevante è che nessuna amministrazione riesce ad essere davvero eccellente, cioè a raggiungere il punteggio più alto in tutte le dimensioni prese in esame.


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