Fondi europei: Marche, Sardegna, Umbria e Molise sono più povere perciò avranno più soldi

 

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 Rassegna Stampa Pubblicato il 27/09/2018
ll prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione europea porta due notizie, una buona e una cattiva, per quattro regioni italiane. Quella cattiva è che nella classifica delle 300 regioni europee per Pil procapite a parità di potere d'acquisto, retrocedono a tal punto da scendere sotto le soglie che separano le regioni più sviluppate da quelle in transizione e meno sviluppate. Sardegna e Molise passano dallo status di regioni “in transizione” a quello di “meno sviluppate”, raggiungendo Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Marche e Umbria invece retrocedono dal club delle regioni più ricche a quello meno prestigioso delle regioni “in transizione” dove saranno insieme all'Abruzzo.
Si sono “salvati” Piemonte, Trentino, Friuli V.G. e Lazio che, nonostante un calo del pil procapite di oltre il 10% tra il 2007 e il 2016, sono rimaste tra le regioni più ricche. Per le Marche ha inciso una modifica ai criteri di ammissibilità: la categoria delle regioni in transizione si è allargata fino a comprendere tutte quelle con un Pil procapite tra il 75 e il 100% della media Ue, mentre fino ad oggi la forchetta era 75-90%. Ma fino al 2014 le Marche erano abbondantemente sopra quota 100, l'anno dopo hanno perso quasi 10 punti: un crollo su cui la crisi del gruppo Merloni a Fabriano ha avuto un ruolo determinante.


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