Il progetto della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale per il continente africano

 

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 Rassegna Stampa Pubblicato il 27/09/2018
La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è impegnata nell’ambizioso progetto “Sinergie per lo sviluppo” diretto al continente africano con il duplice obiettivo di fare fronte alla crisi migratoria e di offrire nuove opportunità di investimento alle imprese italiane ed europee ancora reduci dalla crisi con il supporto delle istituzioni comunitarie e nazionali. L’Africa è un continente non solo immenso, ma anche in forte crescita. Le stime parlano di due miliardi di abitanti entro il 2050. In termini commerciali, si tratta di un mercato che le imprese italiane non possono ignorare né lasciarsi sfuggire. La domanda crescente di beni e servizi riguarda i settori più svariati: energia, infrastrutture, agricoltura, educazione, sanità, per citare i più importanti. Il problema è che per molti questo grande potenziale è spesso sconosciuto e prevale ancora un’immagine dell’Africa come un continente in preda a guerre, carestie ed epidemie. Non è così. Ad esempio, il 21 marzo 2018, 44 dei 55 membri dell'Unione Africana hanno firmato l’accordo volto a istituire l’Area di libero scambio continentale (CFTA), che creerà un mercato unico per beni e servizi in tutto il continente, apportando vantaggi per le imprese e i consumatori e rafforzando la posizione dell'Africa nel commercio mondiale. L’Africa pensa in grande, e l’Europa deve fare altrettanto. Sono numerose le imprese desiderose di investire in Africa, ma che non hanno sufficiente dimestichezza della regione. Italafrica vuole portare al tavolo tutti in maniera corretta, verificandone i percorsi migliori, la serietà dei partecipanti e accompagnandoli nelle prime fasi sino alla strutturazione della presenza. Le imprese italiane, i produttori di tecnologia e derrate alimentari sono alla ricerca di nuovi e sicuri mercati per superare la grave crisi che stanno oramai vivendo da anni. Le nostre imprese sono in grado di offrire assistenza e competenze utilizzando il loro know-how ai paesi che ne hanno bisogno, creando posti di lavoro e sviluppo. Si pensi al settore agricolo: Secondo il Presidente della Banca Africana di Sviluppo (AfDB) Akinwumi Adesina le dimensioni del mercato alimentare e agroindustriale in Africa varranno per un valore enorme di $ 1000 miliardi entro il 2030. Si tratta di un potenziale immenso, ma finora non sufficientemente sfruttato. Il 65% della terra arabile incolta rimasta sul pianeta si trova in Africa. Le vaste savane sono la più grande frontiera agricola del mondo, stimata in 400 milioni di ettari. Ma solo il 10% viene coltivato. L’Africa ha grande necessità di rendere il settore agricolo più efficiente e profittevole non limitandosi a esportare la materia prima, come il cacao, che viene processata altrove, assieme al conseguimento di gran parte dei profitti. Pertanto l’AfDB intende promuovere la creazione di distretti e zone industriali agricole, collegando le aree rurali con i mercati urbani, mettendo a disposizione gli strumenti finanziari necessari. Qui l’Italia, paese leader del settore agroalimentare, può giocare un ruolo da protagonista. Sarebbe un grave errore lasciare ad altri tale mercato. Paesi come la Cina e la Turchia stanno investendo da anni massicciamente in Africa. Il premier Britannico Theresa May ha dichiarato durante una recente visita in Sudafrica, che entro il 2022 il Regno Unito debba diventare l'investitore numero uno del G7 in Africa, con le società del settore privato della Gran Bretagna nel ruolo di protagonisti.


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